Sirolo. Pubblicate le
motivazioni con cui il giudice di pace ha annullato le
multe ai nudisti. Mancava una adeguata segnaletica. Ma
l’ordinanza di divieto resta «Nudi ai Sassi
Neri. Vi spieghiamo perché si può»
di LETIZIA LARICI
SIROLO - Non deflettono i naturisti
italiani, anzi forti della recente sentenza con la
quale il giudice di pace di Ancona ha annullato tutte le
multe loro inflitte lo scorso anno a seguito di vari blitz
nella spiaggia dei Sassi Neri, sono pronti a rivolgere
una controproposta al sindaco di Sirolo Giuseppe Misiti.
«Chiederemo - annuncia Jean Pascal Marcacci,
legale della Federazione Naturisti Italiani - di
indicare con appositi cartelli la presenza di una spiaggia
riservata alla pratica naturista».
La questione della
segnaletica rappresenta peraltro uno dei nodi su cui si
fonda la sentenza. Tra le motivazioni della decisione
infatti la mancata pubblicità dell'interdizione ai
nudisti.
«Dal corpo della sentenza - spiega
l'avvocato Marcacci - emerge che l'ordinanza
non è stata adeguatamente pubblicizzata con
l'affissione di cartelli di divieto. La sola
pubblicazione nell'albo pretorio non era sufficiente
alla corretta divulgazione di tale prescrizione. I
ricorrenti hanno ottenuto l'annullamento delle
sanzioni, peraltro giudicate eccessive, in quanto
impossibilitati a conoscere preventivamente l'esistenza
del divieto».
Ma non è finita qui. Il Giudice di
Pace riconosce inoltre come ai Sassi Neri sia ormai
consolidata da anni la pratica nudista.
«La spiaggia
- spiega l'avvocato Marcacci, sentenza alla
mano - rientra tra i siti naturisti segnalati dalla
pubblicistica internazionale. Una decisione quindi in linea
con quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha
sancito più volte la non punibilità della pratica
naturista in arenili a ciò tradizionalmente
destinati, purchè ovviamente non vengano compiuti
atti contrari alla pubblica decenza».
L'avvocato
tiene inoltre a sottolineare il rispetto verso la
comunità da parte di chi pratica il naturismo.
«Il
lembo di spiaggia da noi individuato è nettamente
separato dalla zona occupata dalle famiglie. Occorre
infatti percorrere circa 2 chilometri di sentiero tortuoso
e pieno di massi prima di raggiungere la baietta. E sia ben
chiaro che durante il tragitto noi tutti rimaniamo vestiti.
Non imponiamo certo la nostra presenza a chi non condivide
le nostre scelte. Il rispetto è la prima cosa».
Il sindaco Misiti, che non ha ancora avuto modo di
valutare la sentenza in questione, preferisce non
rilasciare dichiarazioni riservandosi di parlare appena
avrà in mano gli elementi per esprimere un giudizio.
Intanto la polizia municipale di Sirolo avverte che
l'ordinanza è in vigore, nonostante
l'assenza di segnaletica. I vigili quindi sono pronti a
infliggere multe di oltre 500 euro a chi viene sorpreso ai
Sassi Neri come mamma lo ha fatto.